{"id":48493,"date":"2013-01-03T21:45:52","date_gmt":"2013-01-03T20:45:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/?p=48493"},"modified":"2013-01-04T11:48:19","modified_gmt":"2013-01-04T10:48:19","slug":"per-un-restauro-completo-del-notro-sistema","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/2013\/01\/03\/per-un-restauro-completo-del-notro-sistema\/","title":{"rendered":"<b>PER UN RESTAURO COMPLETO DEL NOTRO SISTEMA<\/b>"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/?p=44769\">L\u2019originale in francese<\/a> \u00e8 apparso il 14 dicembre 2012, in <em>La Croix<\/em><\/p>\n<p>Riformare le banche? \u00c8 certamente un\u2019iniziativa eccellente, ma a qual fine in verit\u00e0? Sicuramente al fine di separare i loro due tipi di attivit\u00e0: quelle che Lord Adair Turner \u2013 a capo della \u201cFinancial Services Authority\u201d, il regolatore britannico dei mercati di capitali \u2013 distingueva <a href=\"http:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/?p=44853\">come quelle \u201csocialmente utili\u201d e quelle che non lo sono<\/a>. L\u2019intento \u00e8 lodevole se si tratta di proteggere le somme depositate presso le banche dai loro clienti contro le perdite che derivano dal loro uso a scopo speculativo. Ma ci\u00f3 ci obbliga ad interrogarci su cosa siano esattamente queste attivit\u00e0 bancarie non \u201csocialmente utili\u201d: si accontentano forse d\u2019essere \u201csocialmente inutili\u201d oppure sono francamente \u201csocialmente dannose\u201d?<\/p>\n<p><!--more-->Giova ricordare che le attivit\u00e0 delle banche sono: 1) l\u2019intermediazione, cio\u00e8 il mettere in contatto un agente economico alla ricerca di prestiti con un altro, suscettibile di procurarglieli, 2) l\u2019assicurazione, 3) l\u2019organizzazione di un mercato primario degli strumenti del debito, dove sono emessi dei crediti, ovvero dove si prendono in prestito delle somme, 4) il mantenimento di un mercato secondario del debito, dove questi crediti possono essere comprati e venduti, 5) la speculazione.<\/p>\n<p>Ora, le cose sono semplici: le prime quattro attivit\u00e0 sono utili mentre la quinta \u00e8 nociva. Chiaramente gli speculatori hanno da sempre preteso che la loro presenza \u00e8 benefica per i mercati poich\u00e9 vi \u201cporta delle liquidit\u00e0\u201d, detto altrimenti, \u201cdel volume\u201d. Ma l\u2019argomento \u00e8 specioso: la speculazione, ignorando le costrizioni imposte dai costi, sregola il meccanismo di formazione dei prezzi, in modo tale che se porta effettivamente della liquidit\u00e0, ci\u00f3 \u00e8 solo al livello dei prezzi \u201cspeculativi\u201d, cio\u00e8 disfunzionali.<\/p>\n<p>Ritornare ad un divieto della speculazione, come ci\u00f3 vigeva in Francia fino al 1885, sarebbe dunque una cosa eccellente. Ma basterebbe questo a rimettere in moto la macchina economica? Purtroppo no, poich\u00e9 nelle nostre societ\u00e0 dove il patrimonio si ritrova concentrato su di una parte molto ridotta della popolazione, il potere d\u2019acquisto della gran massa \u00e8 troppo debole affinch\u00e9 l\u2019insieme dei capitali disponibili possano essere investiti nella produzione. In conseguenza, l\u2019unico uso possibile delle somme cos\u00ec liberate, a parte per l\u2019acquisto di debito sovrano, sarebbe l\u2019investimento in beni: beni fondiari, immobiliari, materie prime, il che sfocerebbe su di una straordinaria inflazione del prezzo dei medesimi, che accrescerebbe ulteriormente le disparit\u00e0 attuali nella ripartizione del patrimonio. I capitali rimessi nel mercato grazie ad una proibizione della speculazione dovrebbero dunque essere captati e consacrati al ristabilimento di una certa omogeneit\u00e0 nella ripartizione del patrimonio in seno alla popolazione. Il mezzo per raggiungere questo scopo (se si escludono guerre e rivoluzioni) \u00e8 una rifusione del sistema monetario, simile all\u2019operazione di Gutt dell\u2019ottobre 1944 nel Belgio, quando, la moneta in corso essendo stata invalidata, ogni nucleo familiare aveva ricevuto in cambio dei biglietti in suo possesso una somma identica della nuova moneta, il sovrappi\u00f9 essendo piazzato su di un conto bloccato e trasformato in prestito forzato.<\/p>\n<p>Il nostro sistema monetario, messo in piedi nel 1944 a Bretton Woods, \u00e8 scomparso nel 1971. Il compito prioritario \u00e8 quello di ricostituirne uno. La pacificazione dell\u2019economia che ne risulter\u00e0 deve essere accompagnata da un nuovo modo di dividere la ricchezza creata. Affinch\u00e9 una societ\u00e0 relativamente omogenea dal punto di vista della ripartizione del patrimonio possa mantenersi, occorre che la logica dell\u2019interesse sia confinata a quel campo della produzione in cui gli interessi rappresentano una parte della ricchezza nuovamente creata, escludendo questa logica del campo del prestito per il consumo, che deve essere trattato, lui, per ci\u00f3 che \u00e8: un servizio sociale gratuito destinato a palliare una ripartizione squilibrata del patrimonio.<\/p>\n<p>A quale conclusione ci conduce un progetto di riforma delle banche? All\u2019inevitabile osservazione che il nostro sistema finanziario \u00e8 a tal punto rovinato che se ci si accontenta di volerne riparare un settore isolato, \u00e8 tutto l\u2019insieme che sprofonda. E che ci\u00f3 che si tratta piuttosto di mettere in piedi \u00e8 il suo completo restauro, dove \u00e8 l\u2019insieme dei suoi elementi che deve essere preso in considerazione, al fine di impedire che si rimetta in moto la \u201cmacchina concentra-ricchezze\u201d il cui funzionamento conduce prima o poi alla paralisi dell\u2019intero sistema economico e finanziario.<\/p>\n<p>Tradotto dal francese da Alessio Moretti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/?p=44769\">L\u2019originale in francese<\/a> \u00e8 apparso il 14 dicembre 2012, in <em>La Croix<\/em><\/p>\n<p>Riformare le banche? \u00c8 certamente un\u2019iniziativa eccellente, ma a qual fine in verit\u00e0? 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