{"id":48875,"date":"2013-01-11T12:00:07","date_gmt":"2013-01-11T11:00:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/?p=48875"},"modified":"2013-01-11T13:56:34","modified_gmt":"2013-01-11T12:56:34","slug":"lattualita-della-crisi-gli-economisti-con-noi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/2013\/01\/11\/lattualita-della-crisi-gli-economisti-con-noi\/","title":{"rendered":"<i>L\u2019attualit\u00e0 della crisi<\/i>: <b>\u201cGLI ECONOMISTI, CON NOI!\u201d<\/b>"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\">(di Fran\u00e7ois Leclerc, 22 ottobre 2012, <a href=\"http:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/?p=42668\">l\u2019originale in francese \u00e8 qui<\/a>)<\/p>\n<p>La valutazione, da parte di fior fiore di economisti, di un semplice coefficente sta cominciando a fare un gran rumore di piazza!\u00a0 Si parla del livello del modificatore di bilancio, che serve a determinare l\u2019incidenza sul PIL (prodotto interno lordo) di una modificazione del bilancio. Se si vuole restare semplici: per una stessa diminuzione del bilancio dello Stato, pi\u00f9 questo coefficiente \u00e8 elevato, pi\u00f9 il PIL si abbassa. La discussione non \u00e8 accademica e sta generando un po\u2019 di emozione in cerchie peraltro ancora troppo ristrette, visto che questo indice permette di misurare nientedimeno che l\u2019effetto, sulla crescita economica, delle politiche di riduzione del bilancio.<\/p>\n<p>Ad accendere le miccie \u00e8 stato un <a href=\"http:\/\/www.imf.org\/external\/pubs\/ft\/wp\/2013\/wp1301.pdf\">articolo scritto da Olivier Blanchard e Daniel Leigh<\/a>, dell\u2019FMI (Fondo Monetario Internazionale), poich\u00e9 quest\u2019articolo ha messo in evidenza che il moltiplicatore di bilancio \u00e8 nettamente pi\u00f9 elevato di ci\u00f3 che era stato previsto. E che la sua estrapolazione alle economie occidentali, non solo della zona euro, ma anche degli Stati Uniti e della Gran Bretagna, dimostra che la politica di austerity ha, sulla crescita, un impatto negativo pi\u00f9 forte del previsto. Di conseguenza, proseguire una tale politica potrebbe rivelarsi difficile nei prossimi anni, a causa dell\u2019effetto dei tagli di bilancio, che per di pi\u00f9 sono ostacolati dal calo delle entrate fiscali che risultano dal rallentamento dell\u2019attivit\u00e0 economica e dalla crescita della disoccupazione, che implica a sua volta un aumento delle prestazioni sociali.<\/p>\n<p><!--more-->Riassumendo: il coefficiente di cui parliamo si pensava fosse dello 0,5 (il che significava che una restrizione finanziaria equivalente ad un punto del PIL aveva un impatto negativo sul prodotto interno lordo di soli 0,5 punti), ma ora si scopre che l\u2019impatto potrebbe benissimo oscillare all\u2019interno di uno spettro compreso fra lo 0,9 e l\u20191,7, il che non \u00e8 affatto la stessa cosa! In effetti, ne risulterebbe una recessione generalizzata, se la politica attuale venisse continuata, che potrebbe rendere ancora pi\u00f9 problematica la riduzione dei deficit pubblici, a meno d\u2019imporre allora un\u2019austerity di quelle che, per\u00f3, non si \u00e8 proprio sicuri sicuri che verranno accettate&#8230; La scelta sarebbe dunque fra il ridurre di meno il deficit&#8230; o il tentare meno di ridurlo!<\/p>\n<p>Ci\u00f3 che si osserva in questi ultimi tempi, non soltanto nei paesi del sud dell\u2019Europa, ma anche in Gran Bretagna, sembra confermare questo pronostico pessimista. Per di pi\u00f9, le ripercussioni di un processo di questo tipo sono immense in un\u2019economia mondializzata. Lo si osserva di gi\u00e0 nei paesi emergenti, oppure in Giappone, e in maniera generale in tutti quei paesi la cui crescita si basa sulle esportazioni. L\u2019effetto palla di neve \u00e8 garantito, \u00e8 l\u2019altro lato della medaglia.<\/p>\n<p>Beninteso, la valutazione del moltiplicatore di bilancio non procede dalla scienza esatta. Ma, in questi ultimi tempi, nelle universit\u00e0 americane si sono moltiplicati degli interventi su questo tema, come Gavyn Davies li elenca in un articolo del <i>Financial Times<\/i>: soprattutto quelli di Lawrence Summers (Harvard) e Bradford DeLong (Berkeley) o quello di Alan J. Auerbach e Yuriy Gorodnichenko (Berkeley). E convergono, anche se i primi giungono ad un coefficiente di 1 mentre i secondi lo fissano approssimativamente fra l\u20191,5 e il 2 per i periodi di recessione. Il dibattito resta aperto, ma sembra confermarsi che il coefficiente dello 0,5 su cui si appoggia, come sulla punta di uno spillo, la politica attuale di sdebitamento \u00e8 decisamente sottovalutato.<\/p>\n<p>Se gli economisti benpensanti ci si mettono pure loro, allora sono proprio spacciati!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>(tradotto dal francese da Alessio Moretti)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p align=\"center\">(di Fran\u00e7ois Leclerc, 22 ottobre 2012, <a href=\"http:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/?p=42668\">l\u2019originale in francese \u00e8 qui<\/a>)<\/p>\n<p>La valutazione, da parte di fior fiore di economisti, di un semplice coefficente sta cominciando a fare un gran rumore di piazza!\u00a0 Si parla del livello del modificatore di bilancio, che serve a determinare l\u2019incidenza sul PIL (prodotto interno lordo) di una [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,307],"tags":[],"class_list":["post-48875","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-economie","category-finance"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48875","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48875"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48875\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48889,"href":"https:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48875\/revisions\/48889"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48875"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48875"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.pauljorion.com\/blog\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48875"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}