“L’attualità della crisi : LA GRECIA UNA COLONIA?”

17 février 2012 par Julien Alexandre | Print “L’attualità della crisi : LA GRECIA UNA COLONIA?”

La traduction en italien par Alessio Moretti de L’actualité de la crise : LA GRÈCE UNE COLONIE ?, par François Leclerc

(17 febbraio 2012 – l’originale in francese è un articolo invitato nel blog di Paul Jorion)

Il peso di quelli che vogliono smetterla con il salvataggio della Grecia e vogliono spingere quest’ultima fuori dalla zona euro si è rafforzato nella coalizione di governo tedesca. Sembra che Angela Merkel continui a cercare una soluzione all’equazione – per paura delle conseguenze sulla Spagna e sull’Italia qualora non fosse trovata – mentre si moltiplicano sempre di più le voci che reclamano che sia adottata nei confronti dei greci un’attitudine sempre più intransigente. Non solo le voci del suo alleato di governo, lo FDP, e quelle della CDU bavarese, che avevano già preso le loro distanze nei confronti della sua strategia, ma soprattutto quella di Wolfgang Schäuble, il ministro delle finanze.

Dopo aver suggerito la tenuta di un referendum, per poi abbandonarne l’idea, Horst Seehofer, il capo della CSU, lascia intendere ora che i deputati del suo partito potrebbero non adottare il piano il prossimo 27 febbraio al Bundestag (il che non ne impedirebbe l’adozione, grazie al sostegno dei socialdemocratici e dei verdi), mentre Wolfgang Schäuble insiste sempre di più sulle condizioni legate all’aiuto.

Secondo le ultime notizie, nella confusione che si è instaurata nella stessa Germania, la Troïka si preparerebbe ad insediare una delegazione permanente ad Atene, con i pieni poteri su un conto bloccato dove verrebbero versati gli aiuti finanziari. La gestione delle incertezze politiche sarebbe alla fine subordinata ad un assenso greco sul principio della formazione di un governo di coalizione « Nuova Democrazia / Pasok », una formula che verrebbe decisa ancor prima che le elezioni abbiano luogo in aprile come normalmente previsto.

Se una soluzione dell’ultima ora verrà trovata, che permetterà di sventolare il rispetto delle condizioni inizialmente poste dallo FMI alla propria partecipazione all’operazione (un debito corrispondente al 120% del PIL nel 2020), la Grecia potrebbe diventare un territorio amministrato dell’Unione Europea. Resta da vedere quanto tempo questo montaggio finanziario e questa messa sotto tutela potranno resistere alla doppia prova della recessione e della crescita della tensione sociale. Il calcolo, secondo il  quale ciò sarebbe già tanto di guadagnato al fine di evitare che la crisi colpisca frontalmente la Spagna e l’Italia, è ormai una visione miope.

Come ha fatto presente il ministro dell’economia Michalis Chrissohoïdis, nel chiedere che questo sforzo venga riconosciuto, il deficit pubblico greco è già diminuito dal 16% al 9,7% del PIL in due anni, gli stipendi e le pensioni essendo stati abbassati in quattro occasioni. L’ex governatore della BCE, Lorenzo Bini-Smaghi, preconizza dal canto suo che lo FMI attivi il suo programma anticamente denominato di riduzione della povertà e di crescita, al fine di assumere il proseguimento dello sforzo, vista l’entità dell’aiuto finanziario e la durata di quest’ultimo. Queste due costatazioni equivalgono ad una condanna del piano europeo.

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3 commentaires

  1. Saahdi la trollesse

    Bonjour Paul Jorion.
    Mon post n’a pas de rapport direct avec le thème de ce billet, mais s’il vous plait, ne l’effacez pas tout de suite ! Pour une fois, j’ai une question sérieuse.

    Pourquoi à l’échelle nationale, compare-t-on les dépenses au PIB, et non aux recettes ?
    Cette question ne serait-elle pas le thème rêvé pour un bon billet ?

    Si vous avez l’amabilité de me répondre, je ne dirai plus rien de méchant sur les lourdeurs stylistiques de Pierre Sarton du Jonchay.

    • Chère Madame trollesse,

      Pourquoi à l’échelle nationale, compare-t-on les dépenses au PIB, et non aux recettes ?
      Cette question ne serait-elle pas le thème rêvé pour un bon billet ?

      Cette question constitue en effet le thème rêvé pour un bon billet. Il a d’ailleurs déjà été écrit, et il a même été publié le mois dernier dans le journal Le Monde, sous le titre La règle d’or, cette blague de potache.

  2. Saahdi la trollesse

    Merci infiniment, j’avais loupé cette publication.

    Edit : Non même pas, j’avais même posé une question. Je suis confuse.

    Je tiendrai ma promesse, quoi qu’il m’en coûte.

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