« L’ABBASSAMENTO DI UN GRADINO : CATASTROFE O NON CATASTROFE ? »

La traduction en italien par Alessio Moretti de LA BAISSE D’UN CRAN : CATASTROPHE, OU PAS CATASTROPHE ?

(14 gennaio 2012)
(questo testo è un « articolo presslib’ »(*) )

Catastrofe o non catastrofe, la perdita da parte della Francia del suo AAA presso
Standard & Poor’s ?

– Catastrofe !

Catastrofe prevedibile o imprevedibile ?

– Prevedibile ! Altamente prevedibile.

Perché prevedibile ? Perché la finanza nel XXI secolo era diventata un castello di carte, e che une volta dato il buffetto dei subprimes, il resto crolla automaticamente.

Perché, vede, tutta questa bella costruzione era stata prevista per funzionare in una sola maniera : « eccellentemente ». L’uomo essendo « razionale » nel senso degli economisti – intendete : cupido, misantropo e sociopatico – il capitalismo era perfetto, e la sua assicurata immortalità era solo uno dei molteplici risvolti di questa immensa perfezione.

Malpensante !

– Si , lo so (me lo hanno appena ridetto a Lione) : « Il capitalismo ha tolto di recente un miliardo di esseri umani dalla povertà »… a meno che, piuttosto che del capitalismo, non si tratti dello stadio finale della messa a sacco del pianeta,… « Guardate l’efficacia della Cina oggigiorno… »… a meno che, piuttosto che del capitalismo, non si tratti del brevissimo tempo di risposta proprio ai regimi autoritari, « I treni arrivavano in orario quando c’era Mussolini ! » (lo so, è solo una leggenda !)

La perdita dell’AAA, significa tassi più elevati pretesi dal mercato dei capitali durante l’emissione del debito sovrano, in altre parole quando gli Stati chiedono prestiti. Perché ? Perché la parte « premio sul rischio » aumenta all’interno del tasso preteso. Ció non sarebbe troppo grave se non fosse intervenuta l’invenzione geniale – l’ho scritto l’altro giorno in Le Monde, ma qui lo ripeto, insistendoci – l’invenzione geniale del patto finanziario europeo, invenzione chiamata anche « regola d’oro » quando si fa un’ulteriore aggiunta al genio iscrivendola nella propria costituzione.

Che cosa esige il patto di stabilità ? Che il tasso di crescita della nazione sia superiore al tasso medio (si, lo so : in realtà ponderato con il calcolo della duration) con il quale uno Stato prende a prestito. Quindi, un paese che prende a prestito con un tasso del 2% deve avere una crescita superiore al 2%, del 3% una crescita superiore al 3%… del 7% una crescita superiore al 7%…

– Ah… come si fa in quei casi ?

Ebbene, si lavora di più, banda di fannulloni (c’è davvero gente che non capirà mai niente e a cui bisogna spiegare tutto !)

Senza contare gli amichetti a cui si era giurato – sulla testa della mamma – che non li si sarebbe mai abbandonati – più solidale di me si muore ! – e che, constatando il vostro improvviso pallore, si chiedono se per caso voi non diventerete ora un peso morto, al posto di quel Cavaliere Bianco promesso inizialmente a suon di potenti trombette.

La soluzione : paragonare le spese degli Stati alle loro entrate invece di paragonarle al PIL o all’altezza della Torre Eiffel. Ridurre le spese, ma non quelle che fanno sì che i perdenti del sistema riescono a trovare comunque sopportabile la vita che tocca loro. Aumentare le entrate sopprimendo in un primo tempo i regali fiscali fatti ai ricchi, visto che sono un esempio da seguire per tutto il pianeta (come è sufficientement provato dalla loro Rolex a 50 anni) e chiedendo loro di mettere la mano al portafoglio se vogliono ancora salvare il sistema che li ha resi ricchi. Perché il castello di carte che sta crollando adesso sono proprio loro che lo hanno voluto, sono proprio loro che lo hanno costruito.

(tradotto dal francese da Alessio Moretti)

(*) Un « articolo presslib’ » puó essere liberamente riprodotto digitalmente, nella sua totalità o in parte, a condizione che il presente capoverso sia riprodotto al suo seguito. Paul Jorion è un « giornalista presslib’ » che vive esclusivamente dei suoi diritti d’autore e delle vostre contribuzioni. Potrà continuare a scrivere come fa oggi fintanto che l’aiuterete in ció. Il vostro sostegno puó esprimersi qui.

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